La storia industriale di Prato prende forma tra stracci, stoffe e storie che arrivano da lontano con Storia di Prato 2 – La fabbrica del mondo, spettacolo per bambine e bambini realizzato dalla Compagnia TPO insieme al Teatro Metastasio. Secondo capitolo di una trilogia dedicata alla città e alle nuove generazioni, il progetto trasforma gli spazi del Museo del Tessuto in un ambiente immersivo che richiama le manifatture degli anni Sessanta, quando la selezione degli abiti usati e degli stracci era parte essenziale della produzione tessile. Al centro del racconto c’è una bambina, figlia di operai, che gioca tra i materiali della fabbrica: dalle balle di stoffa affiorano oggetti, suoni, odori e memorie, componendo una piccola archeologia della vita quotidiana pratese.
Tra i ritrovamenti compaiono anche le pietrelune, le pietre chiare raccolte dai cenciaioli, insieme a uniformi, bandiere e tracce di guerre dimenticate. Spuntano inoltre le lettere di tre figure legate alla storia culturale della città: Sem Benelli, Armando Meoni e Curzio Malaparte, autore della celebre immagine di un’Italia che «tutta a Prato e tutta in stracci va a finire». Testi di Luca Scarlini, danza, coreografia, suono e visual design intrecciano così la memoria industriale con un racconto sensoriale, in cui la storia non resta chiusa nei libri ma si lascia esplorare attraverso le cose. Lo spettacolo, della durata di 50 minuti e adatto dai sei anni, è prodotto da Compagnia TPO e Teatro Metastasio, in collaborazione con il Museo del Tessuto, e comprende anche la visita al museo.





