Caricamento Eventi

Due programmi che attraversano epoche e linguaggi diversi, mantenendo al centro la dimensione cameristica come spazio di confronto e sperimentazione. Da un lato il clarinetto, protagonista di un percorso tra Ottocento e Novecento; dall’altro il quartetto d’archi e le formazioni contemporanee, in un dialogo che si apre anche a sonorità più recenti.

La prima parte costruisce un itinerario attorno al clarinetto: dalla Sonata per due clarinetti di Francis Poulenc, giocata su equilibrio e leggerezza, al Konzertstück op. 114 di Felix Mendelssohn, dove il pianoforte amplia la dimensione concertante. I Tre Pezzi di Igor Stravinskij introducono una scrittura essenziale e frammentata, mentre il Quintetto op. 115 di Johannes Brahms chiude con una profondità lirica che restituisce al clarinetto una voce intima e malinconica.

Il secondo appuntamento (13 giugno 2026) si muove invece tra classicismo, Novecento e contemporaneità. Il Quartetto n. 8 op. 110 di Dmitrij Šostakovič rappresenta uno dei vertici espressivi del repertorio per archi, attraversato da tensione e memoria autobiografica, mentre il Quartetto op. 33 n. 6 di Franz Joseph Haydn riporta a una scrittura più luminosa e strutturata. Le composizioni di Marc Mellits – Tapas e Splinter – aprono infine a un linguaggio contemporaneo ritmico e incisivo, affidato a formazioni di sassofoni che ampliano il panorama timbrico del programma.

Tra Quartetto Oblaka, Trio Orion ed EOS Quintetto di Sassofoni, il concerto costruisce un dialogo tra tradizione e sperimentazione, dove ogni formazione contribuisce a delineare un percorso sfaccettato e coerente.

 

Condividi questo evento.

Torna in cima