Con Ecuba di Euripide, il Teatro Pubblico Ligure chiude il percorso dedicato alla trilogia di Odisseo, ideato da Sergio Maifredi e Giorgio Ieranò, dopo Aiace e Filottete. Al centro della tragedia c’è una delle figure più laceranti del teatro greco: Ecuba, regina di Troia ormai sconfitta, madre privata dei figli, donna trascinata nel vortice della guerra e della vendetta. Un personaggio che attraversa il dolore fino a trasformarlo in ferocia, ricordando che nelle tragedie greche il confine tra vittima e carnefice è spesso sottile quanto una lama ben affilata.
In scena Arianna Scommegna dà corpo a un’Ecuba potente e feroce, affiancata da Mino Manni, Gianluigi Fogacci, Mariella Speranza e Mario Incudine, autore anche delle musiche originali eseguite dal vivo insieme ad Antonio Vasta. La regia di Sergio Maifredi, sostenuta dalla nuova traduzione di Giorgio Ieranò, costruisce un impianto scenico dove parola, coro e musica si fondono in una dimensione arcaica e visionaria. Tra la brutalità della storia e il respiro quasi fiabesco del mito, Ecuba restituisce tutta la potenza di una tragedia che continua a interrogare il presente: guerra, perdita e vendetta, temi che l’umanità, con ostinazione quasi commovente, non ha ancora smesso di frequentare.





