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Cercare lavoro può diventare un’impresa surreale, soprattutto quando il mondo sembra aver smarrito il senso della misura. In Il colloquio, spettacolo ideato, scritto, diretto e interpretato da Adriano Miliani, un uomo senza casa vive sotto le stelle e affronta ogni giorno un nuovo incontro di lavoro, rispondendo ad annunci sempre più improbabili e a richieste che estremizzano, con ironia, le contraddizioni della realtà. Candido come un bambino, crede a tutto ciò che gli viene proposto e si dichiara felice, convinto che la vita sia meravigliosa e piena d’amore. La sera, tornato nella sua tana, ripete gesti e pensieri quotidiani, mentre riaffiorano i ricordi di un tempo in cui i sentimenti sembravano più autentici e i rapporti umani meno condizionati dalla velocità e dalla superficialità del presente. Liberamente ispirato a Giorni felici di Samuel Beckett, lo spettacolo trasforma la precarietà lavorativa in una riflessione agrodolce sulla solitudine contemporanea.

Tra teatro fisico, comicità, non-sense e suggestioni visive, Il colloquio alterna scene quotidiane e incursioni nel mondo dei sogni, accompagnate da proiezioni astratte e musiche che aprono squarci fantastici nella vita del protagonista. L’immaginario da fumetto, sospeso tra realtà e finzione, incontra la figura del clown: un essere capace di conservare uno sguardo infantile sul mondo, anche quando il mondo sembra fare di tutto per disilluderlo. Sullo sfondo, una società iperconnessa in cui le occasioni di comunicazione si moltiplicano, mentre l’ascolto autentico e il confronto sembrano diventare sempre più rari. Prodotto da Jack and Joe Theatre in co-produzione con Guascone Teatro, lo spettacolo porta avanti la ricerca di Miliani per un linguaggio teatrale contemporaneo, accessibile e ironico, capace di affrontare temi complessi senza rinunciare alla leggerezza. Perché cercare un impiego è già abbastanza difficile; riuscire a restare felici nel frattempo è quasi una disciplina filosofica.

 

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