Leggendo Oscar, testo di Linda Dalisi, si apre un immaginario sospeso tra sogno e inquietudine, che richiama immediatamente Sogni di Akira Kurosawa. Nel primo episodio del film, un bambino viene avvertito dalla madre di non uscire durante una pioggia particolare: è il momento in cui le volpi celebrano il loro matrimonio, e assistere al loro rito può avere conseguenze terribili. Ma il divieto non basta a frenare la curiosità. Il bambino si allontana, incontra le volpi e, una volta tornato a casa, scopre che non gli sarà più concesso restare. La sua colpa è aver visto troppo, aver oltrepassato una soglia dalla quale non è possibile tornare indietro senza conseguenze.
È da questa atmosfera fiabesca e perturbante che prende forma un racconto in cui l’infanzia incontra il mistero, la disobbedienza si trasforma in condanna e il confine tra realtà e immaginazione diventa sempre più fragile. L’immagine del pugnale lasciato dalle volpi, insieme all’invito della madre a implorarle per salvarsi, restituisce tutta l’ambiguità di un mondo in cui paura e meraviglia convivono senza offrire risposte rassicuranti. Antonio Latella firma la regia dello spettacolo, affidando la scena a Sonia Bergamasco, Alessandro Bay Rossi, Giulia Heathfield Di Renzi, Nicola Mastroberardino, Giulia Mazzarino, Massimiliano Speziani e Beatrice Verzotti.





