Il cambiamento climatico è ormai al centro di un dibattito affollato di allarmi, dati scientifici, negazionismi e tentativi più o meno convincenti di immaginare il futuro. Antropocène e altri pocéti, dei Fratelli Dalla Via, entra in questo accumulo di discorsi come chi rovista in una discarica: a mani nude, senza paura di sporcarsi e senza la pretesa di trovare risposte semplici.
Il progetto è concepito per atti e questa prima azione si concentra sull’acqua, elemento fragile e insieme potentissimo. Processi e veleni, miracoli ed estinzioni, tragedie e comicità diventano materiali per raccontare il rapporto ambiguo tra l’uomo e la natura. Parlare d’acqua significa allora parlare della nostra fragilità, ma anche della necessità di accorgerci dell’altro e di ciò che ci circonda.
Con il loro consueto umorismo surreale e tagliente, i Fratelli Dalla Via costruiscono uno spettacolo che procede per sottrazione, attraversando strati di storia, fallimenti e contraddizioni. Tra dialoghi serrati e personaggi insieme assurdi e realissimi, la ricerca porta alla luce frammenti di umanità dimenticati: stili di vita sepolti, pensieri ancora inutilizzati, possibilità che forse non abbiamo ancora imparato a riconoscere.
Un lavoro teatrale che affronta la crisi ambientale senza rinunciare alla comicità e che trasforma il rovistare tra i rottami del presente in un modo per provare, ancora una volta, a mettere insieme qualche pezzo e a raccontare ciò che ci sta succedendo.





