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Un nuovo festival diffuso che porta in Toscana il cuore pulsante del jazz americano. Nato dal gemellaggio tra Peccioli e New Orleans, siglato nel 2025, il progetto è il primo esempio di festival jazz internazionale costruito all’interno di un borgo italiano, con un programma che attraversa piazze, strade, terrazze e tenute agricole della Valdera. Un’operazione culturale che mette insieme musica, territorio e relazioni internazionali con una naturalezza che, in tempi di eventi fotocopia, suona quasi rivoluzionaria.

Più che una semplice rassegna, Jazz Peccioli si presenta come un’esperienza immersiva: ogni giornata si apre con le tradizionali Opening Parade & March, trasformando il festival in un piccolo frammento di Louisiana trapiantato tra le colline toscane. Il programma si sviluppa in ordine cronologico con Sabine McCalla (7 e 9 luglio), Sean Ardoin (7 e 11 luglio), David Harris Group (7 luglio), Jesse McBride Trio (7 e 9 luglio), Melanie Scholtz (8 e 10 luglio), Glen David Andrews (8 e 10 luglio), Seth Finch Group (8 luglio), Philip Manuel (8 luglio), Adonis Rose & NOJO7 (9 e 11 luglio), Andromeda Turre (9 e 10 luglio), Anima Scott (10 luglio) e Alexey Marti Ensemble (8 e 11 luglio). A guidare la direzione artistica è proprio Adonis Rose, figura centrale della scena jazz di New Orleans, batterista e direttore capace di tenere insieme tradizione e contemporaneità senza farne una gara di nostalgia.

Il festival attraversa Pontedera, Peccioli, Legoli e Fabbrica, coinvolgendo anche luoghi simbolici come la Tenuta di Ghizzano, Le Palaie e Villa Cosmiana, in un intreccio tra concerti, jam session e degustazioni che sembra scritto apposta per ricordare che il jazz, prima di essere un genere, è un modo di stare insieme. Non a caso molti eventi sono a ingresso gratuito, con l’idea di riportare questa musica alla sua dimensione più popolare, lontana dall’aura un po’ austera che spesso le viene cucita addosso.

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