L’arte fiorentina sotto tiro, tratto dal libro di Frederick Hartt, porta in scena una delle vicende meno raccontate della Seconda guerra mondiale: la salvaguardia del patrimonio artistico toscano sotto il fuoco del conflitto. L’adattamento e la regia sono di Marco Di Costanzo, con il suono di Andrea Pistolesi e le voci dello stesso Di Costanzo e di Stefano Parigi. Pubblicato nel 1949 con il titolo originale Florentine Art Under Fire, il libro racconta in prima persona l’esperienza di Hartt, allora giovane storico dell’arte arruolato nell’esercito americano e impegnato nella commissione oggi nota come Monuments Men.
Hartt fu uno dei due responsabili della protezione delle opere d’arte in Toscana e il suo resoconto, arricchito dalle testimonianze di altri protagonisti di quella missione, restituisce una storia fatta di rischio, responsabilità e ostinazione. Il teatro diventa così il luogo per interrogarsi sul rapporto tra arte e guerra, sulla fragilità del patrimonio culturale e sul ruolo che le opere possono assumere anche nei momenti in cui tutto sembra perdere valore. Una vicenda storica che conserva una domanda sorprendentemente attuale: cosa significa proteggere la memoria di una comunità mentre intorno la storia cerca di cancellarla?





