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La mostra documenta luoghi e comunità della regione rurale di Kyamuhunga, nel Sud Ovest dell’Uganda, dove dagli ultimi decenni del Novecento si è radicato l’impegno umanitario di missionari e volontari italiani, cattolici e laici. Le immagini nascono dal reportage realizzato dal fotoreporter senese Fabio Muzzi durante i viaggi compiuti nel settembre 2024 e 2025 nei territori in cui ha operato il missionario comboniano Padre Paolino Tomaino. Il progetto intreccia memoria personale e testimonianza collettiva, restituendo il segno concreto lasciato da una presenza durata decenni.

Al centro della narrazione emerge la visione di Padre Paolino: istruzione come strumento di emancipazione, salute e libertà. Scuole, luoghi di incontro e percorsi educativi diventano presidi di dignità in un contesto segnato da fragilità economiche e sociali. La mostra, curata da Alessandro Pingitore, non si limita alla documentazione dei luoghi, ma mette a fuoco volti, gesti e situazioni quotidiane che raccontano resilienza e futuro. Tra gli scatti più emblematici, l’urlo di un neonato e lo sguardo interrogativo di una bambina sintetizzano l’intero progetto: la fotografia come documento e linguaggio emotivo, capace di fermare l’attimo e di riattivarlo nella memoria.

L’esposizione amplia inoltre il proprio orizzonte presentando materiali legati alla campagna vaccinale “AGAINST HBV”, avviata nel settembre 2025 presso il St. Daniel Comboni Hospital di Kyamuhunga, fondato dallo stesso missionario. Il progetto, coordinato dalla dottoressa Barbara Coco nell’ambito delle strategie promosse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, mira a ridurre la trasmissione materno-infantile dell’epatite B attraverso interventi sanitari continuativi. Sostenuta dall’Associazione Dottore Pietro Ciccorossi e da istituzioni e donatori privati, l’iniziativa conferma la mostra come spazio di connessione tra memoria, responsabilità condivisa e azione concreta, oltre la dimensione espositiva.

 

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