Lo spettacolo nasce dall’incontro tra Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir, che firmano insieme un racconto scenico costruito a partire da materiali autobiografici e da figure del teatro classico, intese come archetipi della condizione femminile nella famiglia e nella società. Il lavoro intreccia memoria personale e immaginario teatrale, mettendo in dialogo corpi, biografie e personaggi, in una tessitura che alterna leggerezza, ironia e momenti di maggiore introspezione.
Al centro della scena, Cristiana Morganti, erede del teatrodanza di Pina Bausch, danzatrice e coreografa che dal 2010 porta avanti una propria ricerca autoriale, capace di unire la forza del movimento a una narratività comica e poetica, già emersa in lavori come Moving with Pina. Accanto a lei, lo sguardo drammaturgico di Claudio Tolcachir, autore e regista affermato a livello internazionale sin da La Omisión de la Familia Coleman, che costruisce la scrittura sui corpi e sulle personalità degli interpreti, ispirandosi spesso a vicende reali. Il risultato è un dispositivo scenico che usa il teatrodanza come strumento per indagare identità, ruoli e relazioni, mettendo in primo piano il corpo femminile come luogo di memoria, conflitto e resistenza.





