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Tra algoritmi, dati e comunicazione digitale, la domanda su cosa significhi oggi comunicare in modo autentico diventa anche una riflessione sulla capacità di riconoscere la bellezza. Dalle rive dell’Arno a quelle del fiume Suzhou a Shanghai, la mostra curata da Gianni Zhang mette in dialogo geografie e sensibilità lontane, costruendo un percorso che guarda al futuro senza rinunciare alla dimensione umana dell’esperienza. Un confronto tra contemporaneità, tecnologia e percezione, in cui il futuro non appare necessariamente come qualcosa da prevedere, ma come uno spazio ancora da immaginare.

Al centro del progetto ci sono le opere video di Xu Xiaowei, dedicate ai temi della memoria, della luce, del suono e della sincronicità. L’artista combina tecniche contemporanee e ricerca poetica per creare un paesaggio spirituale dell’epoca post-globalizzata, dove emozioni e ricordi si incontrano e producono nuove forme di risonanza. Il risultato è una ricerca sospesa tra dimensione tecnologica e sensibilità personale, nella quale immagini, suoni e memoria diventano strumenti per interrogarsi sul modo in cui percepiamo il presente e sulla possibilità di costruire nuove forme di relazione.

 

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