Straordinari. Cantata per la fine del mese porta in scena uno sguardo spietato e sbigottito sul contemporaneo mondo del lavoro, trasformando l’ansia della produzione in una narrazione comica e amara. Scritto e interpretato da Riccardo Goretti, Gioia Salvatori e Simona Senzacqua, lo spettacolo scava nel paradosso di un’epoca in cui l’identità personale coincide ossessivamente con la professione, mentre il mercato e l’automazione sembrano svuotare di senso e di valore l’impegno individuale.
Attraverso un linguaggio postdrammatico che mescola citazioni colte — da Dino Campana a Sigmund Freud — e riflessioni pop, la pièce racconta il “tifone umano” degli anni Venti: la storia di chi colleziona mille lavori per ritrovarsi con uno stipendio che vale zero. Tra ironia e disincanto, l’opera diventa un rito collettivo per esorcizzare l’ingiustizia del dover produrre a ogni costo, riscoprendo nell’incontro a teatro quella dimensione comunitaria e quel desiderio di sognare che la frenesia del fatturato rischia di cancellare definitivamente.





