Un programma che si muove tra suggestioni orientali e tradizione barocca, costruendo un dialogo tra epoche e immaginari diversi. Sul podio e al violino Dmitry Sinkovski guida l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino in un percorso che alterna il colore narrativo del sinfonismo russo alla brillantezza della scrittura italiana del Settecento.
Il cuore del concerto è rappresentato da “Shéhérazade” op. 35 di Nikolaj Rimsky-Korsakov, suite sinfonica ispirata alle atmosfere delle Mille e una notte, dove il violino solista diventa voce narrante in un intreccio di temi evocativi e orchestrazione raffinata. A questa si affiancano le celebri Danze polovesiane da Il principe Igor di Aleksandr Borodin, pagine di grande impatto corale e ritmico, capaci di restituire tutta la forza immaginifica del repertorio russo.
In contrasto e dialogo, il Concerto RV 562a di Antonio Vivaldi introduce una dimensione più luminosa e solenne, legata alla tradizione veneziana e alla scrittura concertante. Un programma che alterna tensione narrativa e chiarezza formale, valorizzando il ruolo dell’orchestra come spazio di racconto e suggestione, tra Oriente immaginato e radici europee.





