Palazzo Strozzi dedica una grande mostra a Mark Rothko, figura centrale dell’arte americana del Novecento. Il percorso riunisce una selezione significativa di opere, tra cui imponenti dipinti mai esposti prima in Italia, provenienti da istituzioni internazionali come il Museum of Modern Art, il Metropolitan Museum of Art, la Tate Modern, il Centre Pompidou e la National Gallery of Art, oltre a prestigiose collezioni private. Un’occasione che consolida il ruolo di Firenze nel circuito delle grandi esposizioni internazionali dedicate all’arte moderna.
Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, la mostra ripercorre l’evoluzione dell’artista dalle prime prove figurative, ancora in dialogo con Espressionismo e Surrealismo, alle celebri campiture cromatiche degli anni Cinquanta e Sessanta. L’itinerario mette in luce la tensione tra astrazione e spiritualità, elemento distintivo della ricerca di Rothko, e approfondisce il suo rapporto con la tradizione artistica italiana, suggerendo connessioni meno scontate ma decisive nel suo percorso. Le grandi tele diventano così spazi immersivi, dove colore e luce costruiscono ambienti di contemplazione più che semplici superfici pittoriche.
Il progetto si estende inoltre alla città con due sezioni satellite: al Museo di San Marco, dove le opere dialogano con gli affreschi di Beato Angelico, e nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, progettato da Michelangelo. Un’estensione urbana che amplia la lettura dell’opera rothkiana, inserendola in un confronto diretto con alcuni snodi fondamentali della storia dell’arte, tra Rinascimento e contemporaneità.





