Un programma che entra nel cuore dell’ultimo Beethoven, dove il quartetto d’archi diventa spazio di ricerca, sintesi e, a tratti, di disorientamento. Il Quartetto Noûs affronta tre pagine fondamentali – l’op. 95, l’op. 127 e l’op. 135 – costruendo un percorso che attraversa le diverse fasi della maturità del compositore, tra tensione drammatica e rarefazione espressiva.
Il Quartetto n. 11 op. 95, noto per il suo carattere compatto e incisivo, introduce un linguaggio già proiettato verso una maggiore libertà formale. Con il Quartetto n. 12 op. 127, Beethoven apre la stagione dei cosiddetti ultimi quartetti, dove la scrittura si espande e si frammenta, alternando episodi meditativi e slanci improvvisi. Il Quartetto n. 16 op. 135 chiude il programma con una sorprendente leggerezza apparente, che nasconde una riflessione profonda sul senso stesso della forma musicale.
L’ensemble – con Lorenzo Gentili-Tedeschi e Alberto Franchin ai violini, Sara Dambruoso alla viola e Ainhoa María Castelló Amorós al violoncello – costruisce un dialogo equilibrato e dinamico, valorizzando le molteplici sfumature di un repertorio che continua a interrogare interpreti e ascoltatori. In collaborazione con gli Amici della Musica Firenze, un concerto che restituisce la complessità e l’attualità di uno dei vertici della musica da camera.





