Il Premio Gregor von Rezzori – Città di Firenze celebra la sua ventesima edizione con un programma che attraversa alcuni dei luoghi simbolo della città, confermandosi come uno degli appuntamenti più rilevanti dedicati alla letteratura internazionale e alla traduzione. Ideato dalla Santa Maddalena Foundation, il premio mantiene una doppia anima: da un lato valorizza la narrativa straniera, dall’altro riconosce il lavoro – spesso silenzioso ma decisivo – dei traduttori, veri mediatori culturali. Il calendario si sviluppa tra lectio magistralis, incontri con autori finalisti e momenti istituzionali, componendo un mosaico che riflette la complessità e la vitalità della scena letteraria contemporanea.
Si apre giovedì 7 maggio con la lectio magistralis di Olga Tokarczuk (7 maggio) al Cenacolo di Santa Croce, intitolata Due ontologie dello spazio: territorio e terroir, occasione per esplorare il rapporto tra scrittura e geografia, tema caro alla letteratura europea. Venerdì 8 maggio il programma entra nel vivo con la Cerimonia del Premio Gregor von Rezzori per Giovani Poeti (8 maggio) a Palazzo Strozzi Sacrati, seguita da una serie serrata di conversazioni al Gabinetto Vieusseux: protagonisti i finalisti della narrativa straniera, da Samanta Schweblin (8 maggio) a Julia Deck (8 maggio), da Isabella Hammad (8 maggio) a Karim Kattan (8 maggio) fino a Iman Mersal (8 maggio), in dialogo con scrittori e traduttori. Nel pomeriggio si aggiunge il riconoscimento alla traduzione con Yasmina Melaouah (8 maggio), premiata per il lavoro su Malinconia dei confini. Nord di Mathias Enard.
La giornata culmina nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio con la lettura affidata a Sonia Bergamasco (8 maggio), sotto la direzione artistica di Volker Schlöndorff (8 maggio), seguita dalla cerimonia finale della XX edizione. La presenza dei finalisti e di una giuria internazionale sottolinea il respiro europeo del premio, che continua a fare di Firenze non solo uno sfondo prestigioso, ma un vero crocevia di lingue, storie e visioni. Anche in questo caso, il tutto esaurito non sorprende: la letteratura, quando trova contesti così ben costruiti, riesce ancora a riempire le sale – e non solo metaforicamente.





