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La mostra nasce dal confronto diretto tra i dipinti del Lascito Rosai conservati nelle collezioni civiche e le opere provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione, riunite per la prima volta in un unico percorso espositivo. L’accostamento consente di rileggere in modo organico il lavoro di Ottone Rosai (Firenze, 1895 – Ivrea, 1957), uno dei protagonisti della pittura italiana del Novecento, mettendo in evidenza continuità e variazioni di un linguaggio figurativo profondamente radicato nella realtà quotidiana. Il percorso si sviluppa in due ambienti distinti che permettono di osservare da vicino i temi centrali della pittura di Rosai, dalle figure popolari agli scorci urbani, restituendo il ritratto di un artista intimamente legato alla città di Firenze.

Accanto ai dipinti, una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux – Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti amplia il contesto culturale entro cui si muove l’artista, evocando la rete di relazioni con intellettuali e protagonisti della vita culturale del suo tempo. L’esposizione assume inoltre il valore di un passaggio simbolico verso la contemporaneità: il pittore tedesco Georg Baselitz, che sarà protagonista di una prossima mostra al Museo Novecento, ha più volte dichiarato la propria ammirazione per Rosai, scoperto durante il suo primo soggiorno fiorentino nel 1965. Un dialogo a distanza che suggerisce come la pittura di Rosai continui a esercitare una silenziosa ma persistente influenza nel panorama artistico internazionale.

 

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