L’Orchestra della Toscana propone un programma che attraversa tre diverse declinazioni del classicismo europeo, tra suggestioni nordiche, eleganza settecentesca e vitalità beethoveniana. Sul podio Emmanuel Tjeknavorian, oggi Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano, interprete dal gesto energico e dalla visione narrativa chiara. In apertura Morte di Mélisande op. 46 di Jean Sibelius, pagina tratta dalla suite ispirata al dramma di Maeterlinck: musica rarefatta e sospesa, attraversata da un senso di malinconia trattenuta.
Segue il Concerto per violoncello e orchestra n. 2 di Franz Joseph Haydn, esempio di equilibrio tra virtuosismo e grazia formale, affidato al violoncellista austriaco Jeremias Fliedl, interprete apprezzato per intensità e cura timbrica. Chiude la Sinfonia n. 4 op. 60 di Ludwig van Beethoven, composta nel 1806: opera luminosa e compatta, meno impetuosa di altre pagine coeve ma costruita con solida architettura e slancio ritmico. Un concerto sinfonico che mette in relazione epoche e linguaggi nel segno della chiarezza formale.





