Un programma che tiene insieme contemporaneità e tradizione accompagna Orchestra della Toscana sotto la direzione di Diego Ceretta, con Silvia Careddu al flauto come solista. L’apertura è affidata a Ad Lucem di Matteo Rubini, nuova commissione della Fondazione ORT: una pagina che rielabora elementi della scrittura antica in chiave attuale, lavorando su equilibri sonori e trame contrappuntistiche che si sviluppano con misura, senza rinunciare a una certa tensione espressiva.
Il Concerto per flauto e orchestra di Jacques Ibert introduce un cambio di registro, con una scrittura brillante e articolata che mette in evidenza il dialogo tra solista e orchestra. Il flauto attraversa momenti di leggerezza e passaggi più lirici, mantenendo una linea elegante che si muove con naturalezza tra virtuosismo e chiarezza formale. A chiudere, la Sinfonia n. 2 op. 73 di Johannes Brahms, costruita su un equilibrio tra luminosità e introspezione, in cui la scrittura orchestrale si distende con apparente semplicità, lasciando emergere una densità emotiva più sottile.





