Il recital di Miriam Prandi, impegnata sia al violoncello che al pianoforte, si struttura come un confronto tra due universi stilistici: la purezza formale e spirituale di Johann Sebastian Bach e la vivacità tastieristica di Domenico Scarlatti, restituendo così una visione intima e personale del repertorio barocco.
Le Suite n. 6 BWV 1012 e n. 1 BWV 1007 di Bach, affidate al violoncello solo, incorniciano il programma: la prima con il suo carattere ampio e luminoso, pensata per uno strumento a cinque corde, la seconda con la sua linearità e trasparenza, spesso considerata una porta d’ingresso simbolica all’universo bachiano. Entrambe esplorano le potenzialità espressive e polifoniche dello strumento, alternando danze e movimenti di intenso lirismo.
Al centro, l’esecuzione al pianoforte di quattro Sonate di Scarlatti (K. 208, K. 29, K. 491, K. 466), pagine brevi ma ricche di invenzione ritmica, armonica e gestuale. Nei loro contrasti e nei giochi imitativi si ritrova lo spirito teatrale e sperimentale del compositore napoletano, trasposto con eleganza in ambito concertistico.
Un programma che alterna rigore e brillantezza, raccoglimento e teatralità, attraverso l’interpretazione di una musicista che si misura con due strumenti e due idiomi stilistici diversi, costruendo un itinerario coerente e suggestivo.





