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Un ricco cartellone di incontri, proiezioni e concerti costruisce un percorso tra Miles Davis, John Coltrane, la storia del jazz e la memoria musicale di Prato. Si parte alla Scuola di Musica G. Verdi con le conferenze di Enrico Merlin: “Sketches of Miles (Ahead) / Miles Davis e Gil Evans” (15 febbraio), dedicata alle storiche collaborazioni con Gil Evans, e “In an Electric Way: Miles Goes Electric” (1 marzo), incentrata sulla svolta elettrica del trombettista. Sul fronte cinema, il Cinema Terminale ospita la proiezione di “Blow-Up” di Michelangelo Antonioni (24 febbraio), celebrato nel sessantesimo anniversario con le musiche jazz di Herbie Hancock, e il nuovo “The Mastermind” di Kelly Reichardt (3 marzo), con colonna sonora firmata da Rob Mazurek.

La giornata Sunday Trane (8 marzo) è interamente dedicata a John Coltrane: al mattino, alla Scuola Verdi, la conferenza di Stefano Zenni “Nascita di un capolavoro. Come John Coltrane ha creato A Love Supreme” ricostruisce la genesi complessa del celebre album, lontano dal mito dell’illuminazione istantanea. A seguire, allo Schiaccino – Biblioteca Lazzerini, il jazz brunch con il concerto “Two for Coltrane” di Giovanni Benvenuti (sax tenore) e Andrea Mucciarelli (chitarra) propone una rilettura a due voci del repertorio coltraniano, tra rispetto della tradizione e libertà creativa. In serata, al Teatro Metastasio, arriva il James Brandon Lewis Trio, ponte ideale tra spiritualità, avanguardia e nuovo jazz afroamericano.

Il dialogo tra musica e storia prosegue al Cinema Terminale con “Soundtrack to a Coup d’État – Colonna sonora per un colpo di Stato” di Johan Grimonprez (10 marzo), documentario candidato agli Oscar che racconta, a ritmo di jazz e soul, l’assassinio di Patrice Lumumba, il ruolo di Louis Armstrong in Congo e l’impegno di artiste e artisti come Nina Simone, Duke Ellington, Dizzy Gillespie, Max Roach e Abbey Lincoln. Lo sguardo si fa poi locale con l’incontro “60 anni di jazz a Prato: leggende, ricordi, passioni” (22 marzo) alla Scuola Verdi, con Alberto Cambi in dialogo con Giuseppe Vigna sulla lunga storia cittadina, dalle orchestre di Duke Ellington e Count Basie fino ai giorni di MetJazz.

Chiude il percorso la presentazione del volume di Stefano Zenni “Storia del jazz. Una prospettiva globale” (26 marzo) alla Biblioteca Lazzerini, in dialogo con Neri Pollastri. Un’occasione per rileggere il jazz come fenomeno planetario, tra elettronica, connessioni con l’hip hop, world music e nuove geografie creative, dall’Africa al Nord Europa, mettendo in relazione la scena contemporanea con il lascito del passato.

 

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