“Metadietro” di Flavia Mastrella e Antonio Rezza è un nuovo tassello nella loro lunga indagine sul disordine del vivere e sulla deriva del pensiero. Lo spettacolo mette in scena una figura centrale – un ammiraglio in blu elettrico – che tenta di governare una nave metaforica mentre intorno a lui si agitano voci, desideri e nevrosi modellate su un mercato onnipresente. La salvezza personale si sgretola nel confronto con una collettività incapace di ascolto, dove il gesto dell’ammutinamento diventa riflesso naturale di un sistema che soffoca ogni singolarità.
Come da cifra stilistica del duo, il linguaggio è visionario e disarticolato, ironico e spiazzante. L’espatrio evocato in scena non riguarda frontiere fisiche ma la perdita progressiva della volontà individuale, in un mondo dove convivono relitti e portenti. Tra scenografie mobili e corpi in perenne collisione, Rezza e Mastrella costruiscono un’allegoria surreale e destabilizzante, che rifiuta ogni linearità narrativa per restituire frammenti di un presente saturo e sfilacciato.





