Dall’11 al 18 luglio 2026 torna ad Arezzo, al Parco Il Prato, il Men/Go Music Fest, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale italiana. Giunto alla sua ventiduesima edizione, il festival continua a costruire un programma che tiene insieme grandi nomi della scena nazionale e internazionale, nuove promesse e incursioni tra rock, elettronica, cantautorato e club culture. Un cartellone che, come da tradizione, non si limita a seguire i gusti del momento ma prova a intercettare quelli di domani — che è sempre un piccolo rischio, ma spesso il più interessante.
Il festival si apre sabato 11 luglio con una delle serate più attese: sul main stage salgono Subsonica, preceduti da Revue e Osaka Flu, mentre il dj set di Federico Grazzini chiude la notte. Si riparte il 14 luglio con ingresso gratuito: in line-up Emma Nolde e Motta, affiancati da Aka5ha, Scraffs, Gemma, Wepro, Bianca, Cumbialaband e il live set aftershow di Camilla PNK. Il 15 luglio spazio al doppio live di Maria Antonietta e Colombre e Ele A, insieme a Birthh, Lea Gavino, Roni, Gima e Senza Cri, oltre al format Mengo Yard powered by One Take.
Il cuore del festival accelera il 16 luglio con una line-up che mette insieme Casino Royale, Ditonellapiaga e Mind Enterprises Live, affiancati da Sao, Tresca y Tigre, Prima Stanza a Destra, Novella, Flaminia e Svegliaginevra. Il 17 luglio arriva una delle serate più potenti del cartellone con The Zen Circus, i britannici Shame e il dj set dei 2manydjs, insieme a L.E.D., Unica Virgo, Volpi, Altea e il Mengo Breaking Battle. Gran finale sabato 18 luglio con il ritorno attesissimo de I Cani, affiancati da Myd Live, l’Idles DJ Set, Vintage Violence, Mille, Unexpected, Baulerz, Napoli Segreta e Punkcake.
A completare il festival, come sempre, l’area Market & Food Truck, che rende il Men/Go non solo una maratona musicale ma anche uno spazio di socialità e attraversamento urbano. Un festival che continua a crescere senza perdere quella capacità rara di far convivere il nome che tutti aspettano con quello che nessuno conosce ancora — e che spesso, a fine serata, è proprio quello che resta più addosso.





