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La partitura di Gustav Mahler, Das Lied von der Erde (Il canto della terra), rappresenta uno dei vertici della produzione sinfonico-vocale del Novecento, un ciclo di lieder per tenore, contralto (o mezzosoprano) e orchestra basato su antichi testi poetici cinesi. L’opera si configura come una profonda meditazione sulla caducità dell’esistenza umana e sull’eterno rinnovarsi della natura, sospesa tra il congedo malinconico dal mondo e la ricerca di una pace trascendentale. La scrittura mahleriana, qui particolarmente raffinata, intreccia la densità orchestrale con la trasparenza cameristica, affidando alle voci il compito di veicolare un’emotività intensa e spirituale.

L’esecuzione affidata all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino vede sul podio il direttore Thomas Guggeis, chiamato a guidare la compagine orchestrale attraverso le sfumature timbriche di questa “sinfonia vocale”. Il cast dei solisti schiera il mezzosoprano Tanja Ariane Baumgartner e il tenore Ian Koziara, interpreti incaricati di restituire la varietà dei registri espressivi del ciclo, che spaziano dall’ebbrezza dionisiaca dei primi canti alla solenne e struggente rassegnazione dell’ultimo brano, Der Abschied (Il congedo).

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