L’ultima creazione teatrale di Alessandro Riccio affronta, con la consueta verve comica, un paradosso tipico della società contemporanea: l’insoddisfazione cronica all’interno di un contesto di apparente benessere e prosperità. Il protagonista, Michele, conduce un’esistenza invidiabile tra affetti stabili e un lavoro stimolante, eppure è tormentato da una voce interiore che scava sotto la superficie della sua felicità, mettendone in discussione ogni certezza. Questa presenza, che assume i nomi biblici e popolari del Male, si manifesta non come un’entità spaventosa, ma attraverso meccanismi subdoli, battute da osteria e ragionamenti acuti.
Alessandro Riccio, impegnato anche nella regia, veste i panni del Demonio trasformando l’Oscura Presenza in un personaggio esilarante e sottile, capace di guidare il giovane Michele verso un abisso di riflessioni e situazioni paradossali. Accompagnato sul palco da Piera Dabizzi, Lorenzo Carcasci e Daniele Sabattani, l’attore piega la figura del male assoluto alla propria cifra stilistica, offrendo al pubblico una storia inaspettata che oscilla tra il comico e il grottesco. Lo spettacolo diventa così un’occasione per riflettere, sorridendo, sulle fragilità umane e sulle insidie che si celano dietro la ricerca della perfezione quotidiana.





