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Le città di pianura, secondo lungometraggio di Francesco Sossai, è il titolo scelto per la rassegna Cinelandia. Si tratta di un road movie stralunato e malinconico, ambientato in un Veneto marginale, percorso da memorie degli anni Novanta e segnato da un presente in cui la precarietà lavorativa e l’ipocrisia del sistema produttivo convivono senza soluzione. Al centro della narrazione, due cinquantenni — Dori e Carlobianchi — uniti da un’amicizia ruvida, vissuta tra osterie, lumache e polenta.

Il film tratteggia un’Italia rurale e dimenticata, in bilico tra declino sociale e tenerezza esistenziale, restituendo un’energia narrativa lenta ma autentica. La strada diventa simbolo di un passaggio, reale e metaforico, in una pianura che potrebbe essere ovunque e in nessun luogo. Il tono, spesso ironico e disilluso, lascia emergere una dimensione più profonda: quella di un Paese che cambia, ma che in certi angoli resiste, tra sogni piccoli e vincoli ineluttabili.

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