Mostra personale di Francesco D’Isa che trasforma la tecnologia in un’indagine onirica. Sotto la direzione artistica di Laura Andreini e la cura di Serena Tabacchi, l’esposizione svela opere nate dal dialogo serrato con l’intelligenza artificiale generativa, dove l’artista forza i modelli digitali verso l’errore e la deviazione imprevista. Il risultato è un’estetica della co-creazione che eleva glitch e distorsioni cromatiche a nuovi strumenti semantici, accogliendo il caso con una sensibilità quasi Zen.
In questo spazio ontologico si intrecciano visioni eterogenee, dalla filosofia taoista del non agire alla dissoluzione del sé, fino alle tradizioni delle haenyeo di Jeju. La collaborazione con Forma Edizioni e il sostegno di FinecoBank incorniciano un percorso dove l’identità si frammenta in relazioni instabili tra intuizione umana e calcolo macchina. È un invito a smettere di vivere in playback e a riconoscere il ritmo di una melodia inesplorata, dove il confine tra sogno e realtà si modella vicendevolmente in un assolo di pura avanguardia.





