Lo spettacolo firmato da Emma Dante — che cura testo, regia, elementi scenici e costumi — segna il suo debutto sul palco del Teatro della Pergola con una creazione che intreccia realismo e dimensione onirica. Al centro c’è una figura femminile intrappolata in una ripetizione senza fine, in cui la quotidianità domestica diventa spazio simbolico della violenza e dell’invisibilità. La scena si muove tra gesti rituali e immagini disturbanti, restituendo una famiglia che non riconosce la tragedia che consuma ogni giorno sotto i propri occhi.
La protagonista, pur “morta”, continua a rialzarsi per assolvere ai ruoli che le sono imposti: moglie, madre, nuora, angelo del focolare. Attorno a lei, interpretati da David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo e Leonarda Saffi, i familiari reagiscono con indifferenza, compassione distorta o violenza, rendendo il ciclo ancora più claustrofobico. La ripetizione diventa così una metafora crudele della normalizzazione dell’abuso, in cui la sofferenza non trova ascolto e la colpa non ha mai un volto riconosciuto. Emma Dante costruisce un teatro che non consola, ma costringe a guardare, con una forza visionaria che trasforma il dolore in gesto scenico.





