Lo spettacolo interpretato e diretto da Sara Bevilacqua ripercorre una delle pagine più dolorose della storia italiana recente, partendo da un momento di intima riflessione avvenuto nel 2010. Protagonista è Agnese Piraino Leto, vedova del magistrato Paolo Borsellino, che, segnata dalla malattia, riceve una telefonata emblematica dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il quale definisce la strage di via D’Amelio come un vero e proprio “colpo di stato”. Questa rivelazione innesca un flusso di memoria che attraversa decenni di vita privata e impegno civile, dalle origini della donna nell’alta borghesia palermitana fino all’incontro con il giovane pretore Paolo.
La narrazione si sviluppa come un dialogo incessante e spirituale tra Agnese e il marito scomparso, svelando i lati meno noti dell’uomo: non solo l’eroe del pool antimafia, ma anche il padre giocoso dedito al “babbìo”. L’opera affronta con rigore documentale, grazie al coinvolgimento diretto dei figli Lucia, Manfredi e Fiammetta Borsellino e del fratello Salvatore, i momenti cruciali del periodo delle stragi: dalla perdita dell’amico Giovanni Falcone alla quotidianità con la scorta, percepita come parte integrante della famiglia, fino all’amara consapevolezza dei tradimenti perpetrati da esponenti delle istituzioni. Il testo alterna toni di profonda tenerezza familiare a una ferma indignazione civile, restituendo il ritratto di una donna che ha saputo trasformare il dolore in una testimonianza di verità.




