“La scuola delle mogli” di Molière, messa in scena con Vito Cesaro e Matilde Brandi, affronta con una chiave attuale e provocatoria il tema della gelosia maschile e del controllo affettivo, restituendo nuova linfa a un classico del teatro del Seicento. Al centro della vicenda, Arnolfo – uomo maturo e possessivo – decide di sposare Agnese, giovane cresciuta nell’ignoranza per renderla, secondo lui, immune al tradimento. Il piano fallisce, naturalmente, perché l’amore segue vie imprevedibili, e Agnese si innamora del giovane Orazio. Il contrasto tra la logica paranoica di Arnolfo e il candore spontaneo di Agnese disegna una commedia che resta ancora oggi sorprendentemente attuale.
Il progetto nasce anche come riflessione sul femminicidio e la violenza di genere, con una rilettura del testo che invita a interrogarsi sulle radici culturali della gelosia patologica. Lo spettacolo, con scenografie mobili curate da Rudy Zoppi, coreografie di Marina Ansalone e momenti musicali tratti da Danny Elfman, trasforma la prosa in una commedia musicale romantica, senza rinunciare alla critica sociale. Il tono è ironico e acceso, ma lo sguardo rimane vigile sui meccanismi di potere e sugli stereotipi che ancora oggi possono condurre alla sopraffazione.





