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Sonia Bergamasco porta in scena la figura di Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, in un monologo che fonde memoria storica, identità femminile e affondo psicologico. Ambientato tra le rovine di Palermo dopo i bombardamenti del 1943, lo spettacolo dà voce a una donna colta, ironica e di grande temperamento, musicista raffinata e poliglotta, capace di attraversare il disfacimento della sua epoca senza rinunciare alla lucidità. Il testo si sviluppa come una partitura di suoni e ricordi, in cui la protagonista ricostruisce, in prima persona, un intero mondo perduto.

Le passioni, i disinganni, le scelte radicali di una generazione si rifrangono nella voce di Beatrice, che sopravvive al proprio tempo e continua a interrogare il presente. L’intreccio tra le sue parole e quelle dei fantasmi che l’hanno accompagnata – amori, familiari, avversari – dà vita a un racconto sfaccettato, capace di alternare comicità disarmante, sensualità e tensione drammatica. La scena si popola così di presenze evocate e incarnate in una sorta di concerto teatrale in cui la voce di Bergamasco è il filo conduttore. Lo spettacolo, ospitato al Teatro della Pergola di Firenze, si inserisce nella programmazione del Teatro della Toscana come una delle proposte più dense e complesse della stagione.

 

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