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Con “CANTO INFINITO”, il Project Space di Palazzo Strozzi accoglie il lavoro dello scultore francese Jean-Marie Appriou, artista che negli ultimi anni ha costruito un immaginario personale sospeso tra mito, materia e trasformazione. Le sue opere, realizzate attraverso un uso sperimentale di materiali come alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera, danno forma a creature ibride che sembrano emergere da un territorio indefinito, dove umano, animale e vegetale convivono senza troppa voglia di rispettare categorie rassicuranti.

Cavalli, serpenti, figure marine ed esseri mutanti popolano infatti un universo scultoreo che intreccia mitologie arcaiche, suggestioni fantascientifiche e cultura contemporanea. Le forme di Appriou appaiono in costante metamorfosi, sospese tra luce e oscurità, acqua e terra, stabilità e dissolvimento. Anche quando assumono dimensioni monumentali, le sue sculture mantengono una relazione quasi intima con lo spazio e con chi le osserva, generando una presenza insieme magnetica e leggermente inquieta, come certi sogni che al risveglio continuano ostinatamente a restare addosso.

Il titolo della mostra richiama l’idea di un flusso continuo, senza origine né conclusione, in cui tempo e immaginazione si trasformano incessantemente. Le opere sono concepite come tappe di un percorso che dialoga simbolicamente con la Divina Commedia, evocata non come semplice riferimento letterario ma come struttura culturale e visionaria. Nel lavoro di Appriou convivono inoltre echi mitologici e suggestioni narrative che non illustrano storie precise, ma aprono spazi di passaggio, transizione e ambiguità, lasciando alla materia il compito di parlare prima ancora delle parole.

 

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