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Il recital di Jan Lisiecki si costruisce attorno al tema della danza come espressione popolare, stilizzata o fantastica, in un itinerario pianistico che attraversa l’Europa e le Americhe, spaziando dal folklore mitteleuropeo alla sensualità del tango argentino, in un continuo alternarsi di energia ritmica e lirismo.

Il programma apre con le Tre Danze ceche di Martinů, piene di vitalità e colori, seguite dalle suggestive Danzas Españolas di De Falla, nelle trascrizioni pianistiche che ne esaltano il carattere gitano. Le Quattro Danze polacche di Szymanowski e le Sedici Danze tedesche di Schubert testimoniano due visioni opposte del folk: la prima raffinata e moderna, la seconda intima e schiettamente viennese. Seguono le Danze popolari rumene di Bartók, condensato etnografico di ritmo e invenzione timbrica, e le Danzas argentinas op. 2 di Ginastera, affreschi rapidi e audaci del paesaggio sudamericano.

Nel cuore del programma, un omaggio al virtuosismo brillante e salottiero di Chopin, con valzer e polacche che definiscono il suo stile inconfondibile, seguito da due valzer di Brahms op. 39, tra i più noti per grazia e cantabilità. Chiudono il concerto Libertango di Piazzolla, simbolo della contaminazione tra classica e popular, il celebre Tango da España di Albéniz, e ancora De Falla con la travolgente Danza ritual del fuego, vertice di forza e tensione ritmica.

Un programma dal respiro internazionale che fonde tradizione e virtuosismo in una celebrazione della danza nella sua forma più varia e universale.

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