Che cosa resta di una persona quando il teatro smette di occupare tutto il suo tempo, i suoi pensieri e la sua vita? Da questa domanda prende forma James, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Licia Lanera, prodotto dalla Compagnia Licia Lanera in coproduzione con 369gradi. In scena, quattro attrici di età diverse e un attore cercano disperatamente di raggiungere l’immortalità attraverso l’unica arte che conoscono: il teatro. Tra paura, amore, maternità, eredità e desiderio di lasciare una traccia di sé, la vicenda attraversa quattro generazioni di donne e mette a nudo le contraddizioni di chi ha scelto il palcoscenico come ragione di vita. Il risultato è una riflessione personale e ironica sul mestiere teatrale, dove le ambizioni artistiche convivono con le piccole miserie della quotidianità.
Ispirato anche al pensiero del regista polacco Tadeusz Kantor, James mescola realtà e finzione, prove teatrali e confessioni, mentre gli interpreti si confrontano con un enigmatico Dio del Teatro e due insoliti spiriti guida, una capra e un bue. Al centro della drammaturgia c’è una domanda tanto semplice quanto scomoda: come si diventa immortali, e che cosa resta di noi quando non ci saremo più? Il progetto nasce anche dall’esperienza personale di Lanera durante la pandemia, quando l’impossibilità di lavorare l’ha costretta a interrogarsi sulla propria identità al di fuori della scena. Tra comicità nera, inquietudini esistenziali e amore assoluto per il teatro, lo spettacolo cerca una risposta senza promettere facili consolazioni: perché dedicare la vita all’arte può essere una vocazione, ma anche una forma piuttosto impegnativa di dipendenza.





