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Il duo formato da Isabelle Faust e Alexander Melnikov, tra i più affiatati e autorevoli nel panorama cameristico internazionale, propone un programma che si addentra nelle zone di confine tra modernismo, ironia e virtuosismo tardo-romantico. L’apertura è affidata ai Cinque canti senza parole op. 35 bis di Prokof’ev, trascrizioni violinistiche dei suoi Cinq mélodies, scritte con intento intimista, tra lirismo e malinconia.

Segue la Sonata op. 134 di Šostakovič, una delle sue ultime composizioni, segnata da tensione, umorismo nero e disincanto politico, in cui il violino si muove tra cantabilità e stridore. La Fantasia op. 47 di Schönberg, densa e contrappuntistica, rappresenta una sfida interpretativa costruita sul continuo scambio tra razionalità e intuizione, con un linguaggio dodecafonico che resta carico di espressività.

Chiude il programma la monumentale Seconda Sonata op. 36a di Busoni, lavoro di rara esecuzione che si sviluppa in quattro movimenti senza soluzione di continuità. In essa convivono lirismo brahmsiano, ricerca timbrica e tensione formale, con una scrittura pianistica di grande ricchezza e una parte violinistica che ne amplifica la drammaticità.

Un recital che attraversa le complessità del Novecento musicale con rigore e profondità, affidato a due interpreti capaci di restituirne ogni sfumatura stilistica ed emotiva.

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