Il saggio Indifesi sotto la notte. Narrazioni dell’Aids in Italia tra gli anni ’80 e ’90, edito da Minimum fax, ripercorre la stagione più drammatica dell’epidemia di Hiv nel contesto nazionale. L’autore Luca Starita analizza l’evoluzione del fenomeno partendo dai dati clinici del 1982, anno della prima diagnosi italiana, fino all’esplosione dei contagi nel maggio 1991, quando i casi ufficiali superarono quota novemila. La ricerca si sofferma sulla costruzione dello stigma sociale che ha colpito sistematicamente persone omosessuali e tossicodipendenti, analizzando come la paura e la disinformazione abbiano alimentato forme di isolamento e colpevolizzazione, spesso accompagnate da una carente presa in carico da parte del sistema sanitario e delle reti affettive.
Il nucleo dell’indagine di Starita si sviluppa attraverso le testimonianze letterarie e giornalistiche dell’epoca, con un’attenzione particolare alla figura di Giovanni Forti. Il giornalista fu il primo in Italia a rompere il silenzio mediatico sulla malattia attraverso un celebre articolo su L’Espresso nel 1992, poco prima della sua scomparsa. L’analisi prosegue con il racconto del marito di Forti, Brett Shapiro, che nel volume L’intruso ha documentato senza reticenze il calvario della malattia intrecciandolo ai temi della cura e della perdita. L’incontro vede il coinvolgimento della sociolinguista Vera Gheno, specialista in comunicazione digitale e divulgazione linguistica, in un confronto che intreccia memoria storica, critica letteraria e analisi delle responsabilità politiche e sociali nel decennio della crisi.





