L’esodo è una delle esperienze più antiche e universali della storia umana: un popolo che si mette in cammino, spinto dalla necessità di lasciare un luogo, dalla ricerca di una possibilità di sopravvivenza o dal desiderio di un futuro diverso. Da questa immagine prende forma In marcia. Appunti di un esodo, spettacolo di Ura Teatro, che prova a raccontare le vicende di chi attraversa il mondo da una posizione di fragilità, tra oppressione, dolore e resistenza. A metà strada tra giornalismo e canto epico, la narrazione si interroga sulla possibilità di dare ancora voce alle storie degli ultimi, in un tempo in cui la cronaca rischia di trasformare persone e popoli in semplici numeri e l’abitudine finisce per rendere meno immediata la capacità di ascoltare.
Con Fabrizio Saccomanno e Redi Hasa, parola e musica si intrecciano per comporre il racconto di una comunità in movimento, attraversata da ferite individuali e collettive. L’esodo diventa così una figura che supera i confini geografici e temporali, per interrogare il significato dello stare insieme e della responsabilità verso chi vive una condizione di sofferenza. Lo spettacolo non cerca risposte facili, ma prova a ricucire, attraverso il racconto, le distanze che separano le esperienze umane. Tra memoria e attualità, In marcia restituisce spazio alle storie di chi resiste e continua a camminare, trasformando il dolore in una possibile riflessione sul bene comune e sulla speranza. Il lavoro ha ricevuto il Premio speciale Ermo Colle ed è presentato al Teatro delle Spiagge nell’ambito di Autunno Fiorentino 2026, in collaborazione con Catalyst.





