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La commedia, tratta dalla novella Quando si è capito il giuoco di Luigi Pirandello**, debutta a Roma il 6 dicembre 1918 con la Compagnia Ruggeri-Vergani, inserendosi pienamente nella fase più matura e complessa della produzione pirandelliana. Qui il meccanismo teatrale si costruisce sul grottesco e sul continuo capovolgimento delle situazioni, in un gioco sottile dove ironia e disillusione convivono senza mai risolversi del tutto.

Al centro emerge il celebre “sentimento del contrario”, teorizzato nel saggio L’umorismo, che guida i personaggi verso una consapevolezza ambigua: quella di osservare se stessi mentre vivono. È il momento in cui l’identità si frammenta e si moltiplica, rifugiandosi in una serie di maschere costruite per adattarsi agli altri e, forse, per proteggersi da una realtà meno gestibile di quanto sembri. In questa tensione tra apparenza e verità, la commedia trova la sua forza, oscillando tra leggerezza e inquietudine.

Lo spettacolo, diretto da Enzo Rapisarda, è portato in scena dalla Nuova Compagnia Teatrale, che restituisce con misura e precisione le sfumature di un testo ancora sorprendentemente attuale, capace di mettere in discussione certezze e ruoli con una lucidità che non ha perso incisività.

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