«Non è necessario bruciare libri per distruggere una cultura. Basta convincere la gente a smettere di leggerli». La celebre riflessione che accompagna Fahrenheit 451 di Ray Bradbury introduce un futuro distopico in cui la lettura è vietata, gli schermi occupano ogni momento della giornata e il pensiero critico diventa una fonte di malessere. In questo mondo capovolto, i pompieri non spengono più gli incendi, ma bruciano libri e, quando serve, anche chi li possiede. Una società che non ha bisogno di censurare ogni idea, se riesce a rendere superfluo persino il desiderio di pensarla.
A confrontarsi con l’universo di Bradbury è Sotterraneo, collettivo fiorentino di ricerca teatrale che indaga le contraddizioni della contemporaneità attraverso un linguaggio ironico, pop e interdisciplinare. Spettacoli, performance, progetti site-specific, regie liriche e talk-show sono gli strumenti di una ricerca che attraversa formati e linguaggi, conquistando importanti riconoscimenti nazionali e internazionali. Tra questi figurano il Premio Hystrio, il Be Festival First Prize, il Silver Laurel Wreath Award del Sarajevo MESS Festival e tre Premi Ubu, due dei quali come spettacolo dell’anno per Overload (2018) e L’Angelo della Storia (2022). Artista Associato al Piccolo Teatro di Milano, Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory ed è residente presso Teatri di Pistoia. Il suo percorso offre una prospettiva particolarmente adatta a interrogare un presente in cui l’accesso alle informazioni non coincide necessariamente con la capacità di comprenderle: perché, a volte, per spegnere il pensiero non serve nemmeno accendere un rogo.





