L’opera Hinterland si svolge all’interno di un fast food di periferia, simbolo di un’esistenza scandita da minimi salariali e prospettive incerte. Al centro della narrazione si trovano Lea, impiegata nel locale e abituata ai ritmi logoranti della sopravvivenza, e Cassie, una giovane donna costretta a tornare alle origini dopo il fallimentare tentativo di affermazione nella metropoli. L’incontro tra le due avviene sotto il segno di un passato comune e conflittuale: Lea è infatti l’ex bulla che tormentava Cassie durante l’adolescenza, un rovesciamento di ruoli che costringe entrambe a confrontarsi con i propri fallimenti e le proprie fragilità.
Il testo indaga l’hinterland non solo come spazio geografico degradato, ma come vera e propria condizione psicologica e prigione dell’anima. Attraverso una scrittura asciutta che evita il sentimentalismo, la pièce mette in scena la fatica di vivere in una società che riserva la realizzazione personale a una ristretta cerchia di privilegiati. Eppure, superate le iniziali ostilità, le due protagoniste scoprono la possibilità di una solidarietà inaspettata. Tra i sacrifici e i soprusi quotidiani, emergono piccoli frammenti di tenerezza che rendono la resistenza possibile, suggerendo che anche nel “girone infernale” della precarietà possa esistere una forma di riscatto umano.





