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Un programma che mette in dialogo Ludwig van Beethoven e Gustav Holst, attraversando due modi molto diversi di raccontare la musica attraverso l’orchestra. Si apre con Egmont, ouverture op. 84, per proseguire con il Concerto n. 1 in do maggiore per pianoforte e orchestra, affidato alla pianista Alexandra Dovgan.

La seconda parte è dedicata a The Planets di Holst, una delle composizioni orchestrali più celebri del Novecento. L’opera, articolata in sette movimenti associati ai pianeti dell’astrologia, costruisce un universo sonoro ricco di contrasti, atmosfere e suggestioni. A eseguirla sono l’Orchestra e il Coro femminile del Maggio Musicale Fiorentino, con Lorenzo Fratini maestro del coro.

Sul podio dell’ensemble fiorentino c’è Aziz Shokhakimov, direttore uzbeko noto per il repertorio sinfonico e operistico. Il concerto passa così dalla tensione drammatica di Beethoven alla dimensione visionaria di Holst, in un programma che unisce repertorio classico e grande musica orchestrale del Novecento.

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