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Il violinista Gidon Kremer, tra le personalità più influenti della scena musicale internazionale, propone un programma cameristico che attraversa linguaggi e sensibilità diverse, dalla spiritualità contemporanea al grande repertorio classico. Da sempre sostenitore della musica del Novecento e dei compositori dell’Europa orientale, Kremer ha contribuito alla diffusione delle opere di autori come Arvo Pärt, Giya Kancheli, Alfred Schnittke e Sofia Gubaidulina, affiancando alla tradizione un costante interesse per la musica del presente. Accanto a lui si esibiscono la violoncellista Giedrė Dirvanauskaitė, membro della Kremerata Baltica, e il pianista lettone Georgijs Osokins, interprete apprezzato per l’originalità delle sue letture.

Il programma si apre con Für Alina e Lamentate di Arvo Pärt (nella trascrizione di Georgijs Osokins), pagine essenziali e contemplative che riflettono la poetica minimalista del compositore estone. Segue la Sonata per violino e pianoforte n. 21 in mi minore K. 304 di Wolfgang Amadeus Mozart, una delle poche sonate in tonalità minore dell’autore, caratterizzata da un’intensa espressività. Il percorso prosegue con Middelheim, trio di Giya Kancheli dal linguaggio lirico e meditativo, per concludersi con il Trio n. 7 in si bemolle maggiore op. 97 “L’Arciduca” di Ludwig van Beethoven, capolavoro del repertorio cameristico ottocentesco, celebre per l’equilibrio tra ampiezza sinfonica e dialogo intimo tra gli strumenti.

 

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