Un monologo scritto e interpretato da Beppe Allocca che mette in scena, con ironia e ritmo brillante, la storia del riciclo tessile a partire dall’esperienza dei cenciaioli di Prato, attivi fin dal 1850. Il punto di partenza è reale – il riuso degli abiti per creare nuovo filato – ma lo spettacolo si muove su un piano fortemente allegorico e immaginifico, intrecciando riferimenti biblici, episodi storici e incursioni grottesche in un universo narrativo dove Re Sole, contadini e cuciture parlanti prendono vita sul palco.
Con un tono che oscilla tra il comico e il didattico, Allocca costruisce una riflessione sulla sostenibilità, la fast fashion e l’impatto ambientale delle produzioni tessili. Il testo, scandito da personaggi e situazioni surreali, accompagna il pubblico in un viaggio che parte dalla Genesi per arrivare a un giudizio universale tessile, in cui una divinità pratese e il suo aiutante decidono il destino degli abiti prodotti dall’umanità. Una narrazione che riesce a informare e divertire, invitando a riflettere con leggerezza su un tema urgente.





