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Arezzo celebra il genio di Francesco Redi con una mostra bibliografica senza precedenti in occasione del quadricentenario della sua nascita. L’esposizione Francisci Redi patricii arretini: la (ri)scoperta del genio, curata da Elisa Boffa e ospitata presso la Galleria Comunale D’arte Contemporanea, svela per la prima volta al pubblico tesori d’archivio come il Libro dei Ricordi, diario intimo iniziato a soli vent’anni. Tra le 70 opere in mostra, emergono frammenti di una vita enciclopedica: dalla segretissima ricetta del cioccolato al gelsomino amata da Cosimo III ai vocabolari della Crusca glossati a mano, fino alla celebre confutazione della generazione spontanea che segnò la nascita della biologia moderna.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Guido d’Arezzo con il Comune e la Biblioteca di Arezzo, restituisce il ritratto di un uomo capace di dominare le “due culture”, fondendo il rigore galileiano delle “sensate esperienze” con l’estro poetico del Bacco in Toscana. Archiatra dei Medici e accademico del Cimento, Redi mantenne un legame indissolubile con la sua terra, arricchendo le biblioteche cittadine e partecipando alla fondazione dell’Accademia dei Forzati. Visitabile dal 2 aprile al 7 giugno, la mostra è un viaggio tra manoscritti rari e strumenti scientifici che ridefinisce l’identità di uno scienziato-cortigiano, la cui eredità vibra ancora tra le mura aretine e nelle radici della modernità europea.

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