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Dal 31 ottobre all’8 novembre 2026, Firenze ospita la 67ª edizione del Festival dei Popoli, la rassegna internazionale dedicata al cinema documentario che quest’anno sceglie di guardare il presente attraverso la memoria storica, i diritti e l’impegno politico. In programma 86 film, anteprime, incontri e ospiti internazionali per nove giorni di storie che attraversano epoche e geografie, dalle lotte sindacali alle ferite del colonialismo, dalle controculture alla libertà di informazione. Tra gli appuntamenti più attesi, l’omaggio alla regista premio Oscar Barbara Kopple, che festeggia cinquant’anni di carriera tornando a raccontare le battaglie dei lavoratori con Harlan County, U.S.A., American Dream e il più recente Union Town. Spazio anche al regista etiope Haile Gerima, presente con Black Lions – Roman Wolves, un’epopea documentaria di nove ore sulla resistenza dell’Etiopia all’invasione italiana del 1935 e sulla necessità di restituire alla storia africana una voce libera dalle distorsioni coloniali. A mezzo secolo dalla nascita del punk, il festival celebra inoltre Lech Kowalski, documentarista che ha raccontato da vicino protagonisti e contraddizioni di una delle controculture più influenti del Novecento.

La memoria di Firenze è al centro di alcuni appuntamenti speciali, a partire da Angeli del fango – La meglio gioventù europea di Marco Spagnoli, presentato il 4 novembre, nel sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966, per ricordare i giovani volontari accorsi da tutto il mondo per salvare il patrimonio artistico e librario della città. In prima assoluta anche Finché resta il tuo nome di Gianmarco D’Agostino, dedicato alla figura di Gerhard Wolf, console tedesco che durante l’occupazione nazista contribuì a salvare perseguitati a Firenze. Tra gli ospiti figurano il regista e storico del cinema Mark Cousins, con The Story of Documentary Film, e l’attore e autore Alessandro Benvenuti, protagonista del documentario Io sono l’assente. Il programma si apre anche alle sfide contemporanee con la nuova sezione Visioni d’Europa, realizzata insieme all’European University Institute, e con Popoli Next Generation, dedicata alle nuove generazioni e ai temi dell’inclusione e della parità di genere. Tra i film in programma, Le cose che posso cambiare di Serena Mannelli e Federico Micali, che affronta stereotipi e relazioni attraverso lo sguardo di ragazze e ragazzi. Completano il festival incontri sul cinema del reale, una sezione dedicata alle registe femministe e attività di formazione per giovani professionisti. Perché il documentario, quando sceglie di non restare a guardare, può diventare uno strumento per leggere il mondo e, magari, provare a cambiarlo.

 

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