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Il duo formato da Ettore Pagano e Maximilian Kromer propone un programma per violoncello e pianoforte che mette in relazione lirismo novecentesco, brillantezza ritmica e introspezione contemporanea, in un percorso che si sviluppa tra Europa e suggestioni transatlantiche.

Apre il concerto la Toccata op. 83 di Mario Castelnuovo-Tedesco, scritta nel 1935: pagina virtuosistica e nervosa, dal tono brillante e incalzante, costruita su una scrittura pianistica densa, in cui il violoncello emerge con passaggi di forte tensione e slancio melodico. Segue la Sonata FP 143 di Francis Poulenc, composta nel 1948 per Pierre Fournier, dove si alternano ironia francese, eleganza leggera e improvvise virate emotive. È una scrittura frastagliata, ma sempre comunicativa, ricca di cambi di registro.

La Sonata n. 1 L 144 di Claude Debussy, scritta nel 1915, è tra le opere più emblematiche della tarda maturità del compositore: concisa, concentrata, fonde atmosfere antiche e innovazioni armoniche in una sintesi espressiva profonda. Chiude il programma The Roots, a Tale Sonata di Ezio Bosso, con l’esecuzione dei movimenti I e IV: una riflessione sonora sull’identità, le origini e la memoria, in cui melodie intense e strutture narrative si intrecciano con un linguaggio accessibile ma raffinato.

Un recital che intreccia radici e metamorfosi del repertorio per violoncello, affidato a due interpreti giovani ma già solidi nella visione e nella sensibilità musicale.

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