Edward mani di forbice, diretto da Tim Burton nel 1990, è una fiaba gotica dalla forte impronta visiva che mescola romanticismo, malinconia e critica sociale. Il protagonista, Edward, creatura artificiale con lame al posto delle mani, viene accolto da una comunità suburbana solo per essere poi rifiutato con la stessa rapidità. Il film costruisce un mondo stilizzato e iperrealista dove l’anomalia non è tollerata e il diverso viene prima esaltato come fenomeno e poi isolato come minaccia.
Burton affida a Johnny Depp un personaggio muto, vulnerabile e poetico, che diventa simbolo della purezza emarginata, mentre attorno a lui si muove una società colorata e ordinata, ma intrisa di pettegolezzo e ipocrisia. La regia costruisce un tono sospeso tra incanto e dolore, con echi espressionisti e una colonna sonora struggente firmata Danny Elfman. Edward mani di forbice è un racconto universale sulla diversità e sull’accettazione, ma anche una riflessione disillusa sulla crudeltà nascosta dietro il desiderio di normalità.





