Sotto la direzione di Daniele Rustioni, l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino propongono un programma che intreccia pathos romantico e riflessione sul destino. In apertura, l’Ouverture da Tannhäuser di Richard Wagner, pagina sinfonica tra le più celebri del compositore, racchiude l’opposizione tra sensualità e redenzione, condensando in pochi minuti la tensione ideale dell’opera attraverso una costruzione orchestrale solenne e drammatica.
Segue il Canto del destino (Das Schicksalslied) di Johannes Brahms, opera intensa e misurata per coro e orchestra, che riflette sull’opposizione tra la serenità degli dèi e l’instabilità del destino umano. Il Coro del Maggio, preparato da Lorenzo Fratini, è protagonista in una partitura che alterna rarefazione e densità, con un finale sospeso e enigmatico.
Chiude il concerto la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73, ancora di Brahms, composta nel clima più disteso del soggiorno a Pörtschach. L’opera, apparentemente serena, nasconde sotto l’equilibrio formale un’articolata gamma emotiva, dalla contemplazione lirica al vigore espressivo. Un programma che mette in dialogo due anime del Romanticismo tedesco, tra slanci spirituali e tensioni terrene.





