Herbert Ballerina torna in scena con Come una catapulta, monologo surreale e stratificato che miscela comicità sottile e nonsense esistenziale, seguendo un flusso di coscienza inarrestabile e imprevedibile. Sul palco, tra scatoloni disseminati a caso e un busto di Fred Bongusto, prende forma un universo personale fatto di traslochi, psicologi allucinati, animali domestici, architetti sospetti e miti pop. Nulla ha un ordine preciso, ma ogni aneddoto si incastra in un mosaico tragicomico che restituisce il senso — o l’assenza di senso — della quotidianità.
La comicità di Ballerina non è mai urlata: dimessa, spiazzante e sottilmente inquietante, scivola dal Molise a Michael Jordan, da Robocop al busto di un cantante dimenticato, con lo stesso tono placido e destabilizzante. Il risultato è un ritratto disordinato ma lucido della realtà, tra ossessioni collettive e idiosincrasie individuali. Un flusso comico dove l’assurdo diventa strumento di riflessione, e l’ironia un antidoto al logorio del vivere contemporaneo.





