L’opera di Wajdi Mouawad, portata in scena per la prima volta in Italia dalla compagnia Il Mulino di Amleto, si configura come un’indagine profonda sulla natura umana, sospesa tra la crudeltà dei conflitti e la forza dei sentimenti. La narrazione segue la storia d’amore tra Eitan, un giovane di origini israeliane, e Wahida, di origini arabe, il cui legame diventa il catalizzatore per la riemersione di scontri mai sopiti. Le vicende personali dei protagonisti si intrecciano inevitabilmente con la grande Storia, mettendo alla prova la tenuta degli affetti dinanzi alle ideologie e alle eredità culturali, fino all’evento drammatico di un attentato sull’Allenby Bridge.
La messa in scena, curata dalla formazione vincitrice del Premio Ubu 2024 per il Miglior testo straniero, sfrutta la capacità del linguaggio teatrale di dilatare il tempo e trasformare la rappresentazione in un rito collettivo. Attraverso le interpretazioni di un cast corale che include, tra gli altri, Federico Palumeri, Barbara Mazzi e Aleksandar Cvjetković, lo spettacolo esplora la possibilità di un messaggio di pace all’interno di contrasti apparentemente insanabili. Come gli uccelli invita così lo spettatore a una riflessione necessaria sull’identità e sui movimenti storici che condizionano il destino dei singoli, restituendo al teatro la sua funzione di specchio critico della realtà contemporanea.





